Gatti e margherite

Michail Bulgakov, Il maestro e margherita Nell’ora di un tramonto primaverile insolitamente caldo apparvero presso gli stagni Patriaršie due persone. Il primo – che indossava un completo grigio estivo – era di bassa statura, scuro di carnagione, ben nutrito, calvo; teneva in mano una dignitosa lobbietta, e il suo volto, rasato con cura, era adorno di un…

Due svolte nella letteratura americana

Francis Scott Fitzgerald, Il Grande Gatsby Nella mia prima giovinezza, quella più vulnerabile, mio padre mi diede un consiglio su cui, da allora, non ho mai smesso di riflettere. «Ogni volta che ti viene voglia di criticare qualcuno» mi disse «ricorda che non tutti al mondo hanno goduto dei tuoi privilegi». Non aggiunse altro, ma…

Viaggi e non viaggi

Louis-Ferdinand Céline, Viaggio al termine della notte. È cominciata così. Io, avevo mai detto niente. Niente. E Arthur Ganate che mi ha fatto parlare. Arthur, uno studente, un fagiolo anche lui, un compagno. Ci troviamo dunque a Place Clichy. Era dopo pranzo. Vuol parlarmi. Lo ascolto. “Non restiamo fuori! mi dice lui. Torniamo dentro!”. Rientro…

Due pezzi da cento

Gabriel García Márquez, Cent’anni di solitudine di Andrea Fioravanti Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendía si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio. Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito…

Duo di maggio

Per tutto il mese di maggio incipit69 ospita Andrea Fioravanti per un match giornaliero a suon di incipit. Domani inizia il Duo di maggio, qui un’anticipazione, un’incipitazione, un incipit, azione! Ho una confessione da fare: fin da piccolo ho sempre letto solo romanzi classici, e li ho letti quasi tutti. Sì, parlo degli odiati libri…

Saggi da un Paese irredimibile

Claudio Giunta, Una sterminata domenica (il Mulino). Claudio Giunta è un saggista e storico della letteratura acuto. Tanto acuto da riuscire a fare critica militante sul Domenicale del Sole 24 Ore e Internazionale, scrivere il libro di saggi antropologici e sociologici sull’Italia contemporanea Una sterminata domenica e, nei ritagli di tempo, curare Il Meridiano delle…

San Jobs, un’agiografia giornalistica

Walter Isaacson, Steve Jobs (Mondadori). La prima pagina dice già molto di Steve Jobs: egocentrico senza ritegno per ottenere successo; opportunista quanto basta per rafforzarlo e aggressivo al punto giusto per non perderlo. Walter Isaacson, già caporedattore del «Time» e presidente della CNN, racconta come si svolgevano i suoi occasionali rapporti con l’oggetto della sua…

«C’è e basta»: l’autoevidenza del desiderio frustrato

William Burroughs, Queer (Adelphi). Pagina 69 di Queer dice già tutto. La partenza di Allerton. Il desiderio di rivedersi l’indomani per mitigare il dolore subìto. Lee che si lascia cadere. Lo sguardo fisso nel vuoto, i pensieri rallentati. L’arrivo del panino, ordinato e già dimenticato, che non può distrarlo dal percorso gelido e disturbante dei…

Neppure le tue nevrosi ti appartengono

Thomas Ligotti, Teatro grottesco (il Saggiatore) «Occupavamo una casa in affitto, non la prima né l’ultima della lunga serie in cui vissi.» Un incipit apparentemente sciapo e innocuo, che si fa subito filosofia della «vita in affitto», cui il padre vuole educare la famiglia, facendogli accettare l’esistenza della «nonproprietà». Si avverte nelle prime righe il…

Se questo è un pulcino

G. Innocenzi, Tritacarne (Rizzoli) Giulia Innocenzi è una faccia nota in tv e i suoi affezionati lettori già la conoscono per Meglio fottere (che farsi comandare da questi), opera prima che fin dal titolo, oltre all’indubbia eleganza, esibiva la cazzutaggine dura e pura della reporter dell’Annozero che fu. Con Tritacarne l’autrice si cimenta nel reportage….

Quella mattina non aveva niente da raccontarsi

A. Vitali, La figlia del Podestà (Garzanti) La protagonista, Mercede Vitali, ha lo stesso cognome dell’autore. Rischioso (salvo l’autore sia Busi o Siti e l’omonimo nel romanzo sua proiezione postmoderna, ma non credo Vitali punti a questo), perché solleva una nebbia pericolosa che è spesso l’escamotage per far giungere all’improvviso, a luci spente, l’autocarro fatale…

Le origini del pecoreccio brianzolo

T. Labranca, Estasi del pecoreccio (Castelvecchi) L’intento di Labranca, fin dall’incipit, è quello di indagare le origini e il manifestarsi del «misconosciuto Barocco brianzolo». La corrente “rinascita milanese” dà un senso diverso all’opera, a vent’anni dalla sua prima pubblicazione. La città vive infatti oggi importanti complessi di inferiorità per la mancanza di un fiume e…